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Il presepe del museo della certosa a Pisa

Il presepe del museo della certosa a Pisa

PISA. Il presepe storico e animato, giudicato tra i più famosi d’Italia, dopo aver fatto il giro del mondo, ha trovato sistemazione definitiva al museo della Certosa. “Il lavoro dietro le quinte” è lo slogan che accompagna la rappresentazione sacra altamente spettacolare. Nel complesso architettonico costituisce adesso una attrazione supplementare per i turisti che accorrono da ogni centro della Toscana, e non solo. Tra i visitatori colpisce una frase lasciata sul quaderno delle presenze: “La più bella, originale perla al centro di una grande conchiglia di colline verdeggianti”. Anche la stampa nazionale parlò di questo presepio. Il critico d’arte Marziano Bernardi, sulla Stampa di Torino, commentò: “E’ un presepio da vedere.

Con un candore incantevole qui ci si rifà fanciulli e le remote voci della sempre genuina poesia popolare tornano a colmare l’anima”. E poi: “Beati artigiani toscani, che nella fresca immagine e nello spontaneo lavoro manuale si alimentano nel ricordo imperituro dei grandi artisti della loro terra”. Congegni particolari di prospettiva, di luci e di colore, con movimenti calcolati alla perfezione hanno costituito una prova di intelligenza e ingegnosità eccezionali. Per convincersene basta ammirare, per fare un esempio concreto, la bottega dei fabbri e l’arrotino. Il presepio meccanico è opera di Renzo e Alberto Meucci.

Unanime l’apprezzamento, a tutto tondo. Dice Renzo: «E’ perfino impensabile che nel lontano 1948, quando uscì dalle mie mani e da quelle di Alberto, il presepio dovesse fare tanta strada in Italia ma perfino in America. Oggi è tornato a casa nei locali della Certosa». Continua Renzo: «Non riesco ad esprimere a pieno la gioia di aver donato questo nostro lavoro che trova esposizione in un luogo artisticamente importante come la Certosa. Esprimo gratitudine in particolare a Monica e al gruppo dei volontari che con lei hanno collaborato al restauro di quest’opera che accresce il prestigio del museo della Certosa».

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